marcaclac: la storia di un’idea che rivoluziona il modo di pensare ai mobili

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Archivio di Aprile 2010

Cucina TecnoEcologica marcaclac “tuttoaportatadimanosenza” a “artigiano in fiera 2010” sezione Ecoabitare

Venerdì, 30 Aprile 2010

Marcaclac CoOpportunità:

AAA…CERCASI ACQUIRENTE PER LA CUCINA MARCACLAC: “TUTTOAPORTATADIMANOsenza” che verrà presentata all’evento fieristico.

Proprio così. Infatti è nostra intenzione partecipare a “ARTIGIANO IN FIERA”, che si terra alla fiera di Milano-Rho dal 4 al 12 dicembre prossimi, nella terza edizione del suo enclave “ECOABITARE”.

Per l’avvenimento vorremmo esporre “TUTTOAPORTATADIMANOsenzain una veste che sia nel contempo di grande effetto, ma soprattutto come sempre, molto pratica e funzionale. Dovrà corrispondere rigorosamente a tutte quelle caratteristiche sinteticamente racchiuse nel suo nome, e cioè:

1. ECOLOGICA e a zero emissioni di sostanze… non gradite alla nostra salute e ai nostri  sensi

2. ERGONOMICA al suo/a utilizzatore/trice e FUNZIONALE alle sue esigenze  domestiche o professionali.

Tutto ciò, ad un “rapporto qualità/prezzo” (dicono belando gli altri, -perdonateci il pizzico di sarcasmo- ), ad una “comparazione polivalenza/costo” assolutamente democratica, (diciamo noi).

In occasione del “mutualistico sodalizio” generato dalla partecipazione di marcaclac all’evento fieristico “artigiano in fiera” –che guarda un po’…cade proprio in periodo natalizio-, applicheremo una interessante riduzione sul prezzo.

AAA Afrettateviiiii…

Armadio “UNICOsenza”: il primo londinese lo monta Stefano

Giovedì, 29 Aprile 2010
Ho chiesto a Stefano di scrivere l’articolo per il primo “UNICOsenza” marcaclacsistema approdato in England, e del cui montaggio, si è personalmente occupato.
Lui, carinamente ha accettato, ecco quanto ho ricevuto…
“Che dire, la storia del primo armadio inglese completamente ecologico in classe FF, inizia quando mia sorella Giulia e mio cognato Gennaro, decidono di completare l’arredo della cameretta della piccola Laura che inizia ad avere sempre più esigenze in termini di spazio.
Visto che dopo numerose ricerche in terra inglese non si era riusciti a trovare una soluzione soddisfacente per le esigenze della piccola, decidiamo di affidarci a Sergio.
Anche in Inghilterra, come in Italia, gli spazi sono ridotti al minimo e in alcuni casi come questo, oltre alle dimensioni, ci sono problemi geometrici dei locali, si perchè l’armadio in questione recupera della volumetria inutilizzabile andando a sposarsi con una parete tondeggiante.
Dopo diversi rilievi eseguiti su coordinamento a distanza da Sergio parte la realizzazione dell’armadio.
Come al solito il sistema, e Sergio si esprimono al massimo per lo sfruttamento totale degli spazi, che dire un risultato strepitoso, considerando le condizioni molto vincolanti di posizionamento.
Dopo aver preso visione dell’armadio e acquisito tutte le direttive da Sergio presso lo studio aperto di Monza, questo viene spedito tramite corriere e montato direttamente da noi il cliente finale.
L’installazione si è rivelata estremamente facile e divertente,  nonostante le superfici di installazione erano parecchio avverse, pensate che si avevano circa 3 cm di variazione del pavimento su 1.5mt di lunghezza, anche in queste condizioni, il sistema e tutti gli accorgimenti presi hanno superato brillantemente gli inconvenienti che si sono presentati sul campo.
Per quanto riguarda le finiture che dire la mano di Susi si è rivelata magica…… le ante e la spalla esterna con specchiera finitura trasparente protettiva su rovere e per gli interni finitura bianca.
Spero che quanto scritto possa andare bene, se vuoi ulteriori aggiunte/dettagli fammi sapere.
Ciao
Stefano
P.S. sono curioso di vedere il termine dell’articolo sulla cucina…… solo un commento sulla prima parte, se il locale da arredare fosse stato grande credo che le cose  sarebbero state moooooooolto più semplici e il sistema e la tua capacità inventiva non avrebbero potuto esprimersi al meglio come invece credo abbiano fatto in questa situazione……”
GRAZIE STEFANO…sei proprio MARCA!

A presto foto di “UNICOsenza” londinese (appena le riceviamo)

Cucina marcaclac “quasituttoaportatadimanosenza”: dettagli tecnici (argomenti e commenti)

Martedì, 27 Aprile 2010

Sono le 19 eee.. 21 per la precisione del 26 aprile, è tutto il giorno che lavoro al PC, per la verità ci sono poco abituato, preferisco occuparmi di progetti e realizzazioni, si perchè i progetti li so realizzare solamente alla vecchia maniera con carta, matita e così via, ma vi assicuro: mi diverto molto.

Ma veniamo al tema della puntata: i dettagli tecnici con argomentazioni e commenti, i miei, di “QUASITUTTOAPORTATADIMANOsenza

Posso garantire che sono moltissimi e che non so da che parte cominciare: vediamo un pò?

Analizziamo i punti salienti della presentazione precedente:

  • ZERO EMISSIONI
  • SOSPESA
  • ALTISSIMA CAPACITA’
  • DISIMPEGNO INTEGRATO
  • PITTURA E FINISSAGGIO FATTE A MANO
  • CON EMISSIONE DI LUCE

Zero emissioni:

il rivestimento e gli interni, oltre allo scheletro MarcaClacSitema, ottenuto da profilo e giunto in alluminio di rifusione e riutilizzabile  , parlo di ante, cassetti, cassettoni, piani estraibili, ripiani, struttura sottopensile, praticamente quasi tutte le parti lignee sono state realizzate da pannello lamellare in abete-Fiemme Finger-Joint. Spessore NOM mm21, prodotto dalla Segheria Magnifica Comunità di Fiemme, bordati con massellino sempre in abete sul lato dove i panelli si presentano di testa. La bordatura è stata effettuata usando colla vinilica della Wacker, in classe D3, dotata di elasticità e tenuta in grado di bloccare eventuali crepe che in caso di variazioni repentine di temperatura e umidità dell’aria, potrebbero verificarsi. Inoltre, la classe D3, sopporta eccelentemente un ambiente che talvolta può essere pervaso da vapori e forte umidità come la cucina.

Pittura e finissaggio fatte a mano:

questa lavorazione è strettamente legata con zero emissioni. Infatti sono state usate vernici e diluente, prodotti da BIOFA,  ottenuti esclusivamente da elementi naturali. Per la mano di fondo lo smalto pigmentato bianco (art.1115), diluito al 40-50% con diluente (art.0500-ricavato da buccia di agrumi). Dopo la scarteggiatura del fondo, eseguita con GR280, è stato steso il fissativo trasparente, anch’esso diluito (art.2051), dotato della necessaria durezza per delle superfici sottoposte a uso intenso; infatti la BIOFA lo consiglia anche per parquet. Per ottenere dalle suddette superfici ottime performances di carattere pratico e pure tattile: scarteggiatura finale con GR400.  Sugl’elementi lignei interni come ripiani, estraibili, cassetti ecc., abbiamo applicato l’olio di BIOFA (art.2054), naturale e scarteggiato C.S. Nella foto: prove di colore con utilizzo di pigmenti naturali.

Due parole sul faggio, anch’esso utilizzato. Per conferire ai fondi di cassetti e cassettoni la necessaria solidità e robustezza, abbiamo realizzato “in casa”, con derullato di faggio 17/10 e tranciato di abete 20/10, un multistrati a 5 strati in classe “FF”, utilizzando la colla sopra citata. Inoltre il faggio, in foggia di spine  diametro mm12, è stato usato per le ringhierine di tutti gli estraibili.

Sospesa,

e qui viene il bello: con i mobili ”impiccati a soffitto” ormai abbiamo una certa dimestichezza. Uno ce l’ho davanti tutti i giorni proprio nel nostro studio, un polifunzionale (armadio con 2 grandi ante scorrevoli da un lato; sul lato stretto e su quelo opposto libreria-studio) dimensioni totali mm 3400×1200 alla base, mm 2800 in altezza, peso kg 700 circa. Si perchè allora, quando lo costruimmo, insieme a un gemello che sta in una cascina in Brianza da un amico, usavamo materiali “più pesanti”. Questo accadeva 4 anni fa. Ma torniamo alla cucina.        Perchè sospesa?            Domanda banale, risposta scontata!                                                        Per  i g i  e n e !        Certamente, perchè quando Susanna, mia compagna di vita e di avventura, mi ordina di asportare gli zoccolini della nostra cucina, da noi progettatta e realizzata ben 18 anni fa, e di pulire e lavare il pavimento retro e sotto stante, mi cadono i cosiddetti, col rischio di racimolarli con scopino e paletta, insieme a tutto il resto. Reietti di ogni specie si sono permessi di soggiornare là sotto, gratuitamente e clandestinamente per mesi. Si obbietterà che anche in una cucina su piedini senza zoccolino  si possono eliminare le suddette “zone franche”, ma non in maniera così pratica, costringendoci, oltre che a spazzare il pavimento di andare a togliere quei fastidiosi aloni che si formano su piedini o zoccolino. Scherzi a parte, abbiamo stimato, testandolo in studio, che per delle basi di cucina di profondità 60 cm, qui uso cm anzichè mm perchè è più convenzionale, un’ altezza da pavimento di cm 20 rendesse sufficientemente agevole la pulizia e non togliesse troppa capienza alle stesse basi. Tanto più che il top, ergonomicamente posizionato a cm 90h,  ci ha consentito, comparandole con quelle standard, di non perdere neanche un millimetro. (Torneremo in seguito sulla capienza, o capacità con dati sorprendenti).

Pure Sospesa  è strettamente legata a: Con emissione di luce. 

                                             

Per mettere in risalto la sospensione, anche questa un’applicazione sperimentata, abbiamo installato delle luci con lampade fluorescenti di FormaeFunzioni, comodamente ancorate a clip sotto il nostro profilo lungo le pareti retrostanti; così da ottenere un’intensa irradiazione di luce e celandone la fonte.  Pur in un piccolo ambiente, l’effetto ottico si è rivelato molto bello e efficace, soprattutto col resto della stanza al buio.

E passiamo a: Disimpegno integrato.

L’idea di inserire un’armadio disimpegno integrato a una cucina, soprattutto quando la cucina si trova accanto all’ingresso e l’appartamento ne è fisicamente sprovvisto, mi è piaciuta subito. Avevo già pensato ad un inserimento analogo, ma nel caso era corrispondente a un soggiorno. Nel caso specifico invece, dietro la porta d’ingresso dell’appartamento di Chiara e Stefano c’è la cucina. Così, ho pensato:- se installo una grande colonna, sempre “impiccata”, dal lato della cucina sarà una dispensa, da quello dell’ingresso, un armadio per deporre gli abiti in corso e quantaltro-.

Ed eccoci, in conclusione al punto più rilevante ( forse qualcuno ritiene che il più rilevante sia quello che non cè, cioè quello commerciale,…….ma quanto costa? per intenderci, affronteremo anche quello, in seguito e presto).

Punto: Altissima capacità.

Quando Chiara e Stefano sono venuti da noi, sottoponendoci il progetto della loro cucina, armati di piantina e tante speranze, io stesso non potevo immaginare di riuscire a trovare una soluzione che confortasse le loro aspettative soprattutto riguardo allo spazio. Era ed è tuttora veramente piccola. Quando se ne sono andati, dopo l’affermazione che io posso fare miracoli in fatto di spazio, mi sono sentito un tantino deluso, non me ne vogliano Chiara e Stefano. Certo, per la prima cucina MarcaClac, avrei desiderato cimentarmi con un ambiente più spazioso, più luminoso e +++non so che altro, immaginandomi quelle grandi cucine che troneggiano in uno di quei“minimalmente” sfararzosissimi show room, dietro, altrettanto grandi, vetrine così trasparenti da darti la sensazione di poter toccare il contenuto. Pazienza, non tutti i mali vengono per nuocere. C’è un limite. E quando c’è un limite la creatività MarcaClacSistema, mi si permetta, si scatena.

Partiamo dai seguenti dati oggettivi.

Il vano cucina in questione misura: A: cm. 254 - B: cm. 145,5 - C: cm. 162 - D: cm. 192, altezza cm. 270. La prima considerazione, anche osservando bene le foto delle piante, che più che una cucina si tratta in fondo di un angolo cottura. La conclusione immediata, di fronte a queste dimensioni, è stata quella che non avremmo mai potuto inserire anche un piccolo angolo pranzo. Stabilito ciò, consapevoli che gli arredi standard avrebbero semplicemente svolto una funzione puramente operativa, ma sarebbero stati largamente insufficienti per quella contenitiva, abbiamo indirizzato il nostro progetto proprio per sopperire a questa carenza. Grazie alla semplicità geometrica e alla duttilità MarcaClacSistema, possiamo affermare di esserci riusciti.

 Voglio citare l’affermazione della mamma di Stefano quando ha visto e toccato con mano “QUASITUTTOAPORTATADIMANOsenza“: - La mia cucina è quasi quattro volte più grande, ma ci sta meno roba che qui.- Forse ha un pò esagerato, ma si sa, quando si vede qualcosa di strardinario, la tendenza è quella. Grazie alla sig.a Alba, mamma di Stefano.

Ma torniamo a noi per offrire ancora qualche dato molto interessante. “QUASITUTTOAPORTATADIMANOsenza” si sviluppa su una superfice aprox di mq 4,37 (cmq 4.370). Su questa superfice abbiamo ottenuto un volume nominale aprox di mc 5,612 (cmc 5.612.000) , e se togliamo un 5% per giungere al volume di capacità effettivo: mc 5,331 (cmc 5.331.000).

Mi si consenta una comparazione un pò bislacca. Una cucina, standard, costruita in modo tradizionale a moduli, altrettanto standard, non mi addentro per ora in altri particolari, ma assicuro fin d’ora che lo farò prestissimo, sviluppata su una parete di cm. 250 di lunghezza per un’altezza di cm. 210, con basi standard, pensili….e ancora standard….e ancora a moduli,….dimenticavo: colonne standard, ha un volume di capacità nominale di mc 2,190 (cmc 2.190.000), al quale, tra spazi inutilizzabili come sottozoccoli o piedini, cassetti e cassettoni poco profondi,doppi fianchi, ecc., bisogna togliere  almeno il 15%, se ne ottiene uno effettivo di mc 1,861 (cmc 1.861.000).

Nei prossimi giorni approfondiremo meglio questi ultimi dati, e ancora, tutti i dati e le informazioni contenute in questo articolo,  comparandoli, anche commercialmente con quelli dei cosiddetti competitors.

Se siete arrivati fino a qui: GRAZIE MILLE per l’interesse dimostratoci. (Sono le 20.10 del 26 aprile)

                                                                                                                   sergio cattaneo

Armadio su misura ecologico “unicosenza” per soppalco, versione vestita

Venerdì, 23 Aprile 2010

 Armadio su misura ecologico senza formaldeide marcaclacsistema “UNICOsenza”. Per soppalco  versione nuda. In questo precedente articolo abbiamo documentato le fasi di installazione dello scheletro marcaclacsistema, dalla nuda parete allo scheletro pronto a ricevere l’attrezzatura interna e le ante di chiusura. Qui vi mostriamo quello stesso scheletro vestito e l’armadio marcaclacsistema compiutamente realizzato.

L’ambientazione di “UNICOsenza“ in questo soppalco è perfetta e ha lasciato tutti noi pienamente soddisfatti: gli attori di scena -Nadia Norberto e la piccola chiaccherina e sveglissima Nicole- che con la loro vita creeranno la storia dell’armadio; e noialtri, ideatori dietro le quinte felici di contribuire in piccola parte al benessere e alla comodità delle vostre case e delle vostre vite.

Prossimamente per i curiosi, dettagli e retroscena.

Lucien kroll alla Triennale

Giovedì, 22 Aprile 2010

 

ho incontrato per la prima volta il grande Lucien Kroll architetto belga -uno dei massimi esponenti della bioarchitettura-. mi ha molto impressionata come uomo e, il suo pensiero mi ha davvero colpita. In quel particolare contesto e -sono convinta- non solo è UNA VERA VOCE FUORI DAL CORO!

Nella autorevole ambientazione della Triennale, alla presenza dell’accademico e molto spesso omologato pubblico dei nostri architetti,  l’ho sentito -e non conoscendo il suo lavoro non credevo alle mie orecchie- esporre questi concetti: ” la modernità è antinaturale…dobbiamo ritrovare l’innocenza pre industriale…il Bau haus: non ho mai visto un edificio più brutto è un’architettura autistica…moderno è una noia…”

Ha parlato, -in un affascinante italiano che, come lui ha detto, ha appreso unicamente parlandolo- di “incrementalismo”, di “conglomerati, intesi come oggetti architettonici, con relazioni empatiche”, sostiene che “le informazioni sono viventi”…e lo ha fatto mostrando immagini sul suo lavoro, e non solo

l'immagine non è chiara ma si tratta di un gregge...

nell'immagine proiettata un...gregge

che perfettamente si prestavano alla interessante riflessione sulla bellezza posta dal convegno:

“Portare la sostenibilità verso la bellezza”.

Questo è stato il tema dell’edizione 2010 di High Green Tech Symposium, il convegno internazionale annuale che fa il punto sull’avanguardia dell’architettura ecologica europea che si e’ svolto il 19 marzo 2010 nel Salone d’Onore della Triennale di Milano, nel contesto della mostra Green Life, organizzata da Legambiente, Ambiente Italia e La Triennale di Milano.

Il Symposium 2010 avrebbe dovuto infatti interrogarsi -e questo è il motivo che mi ha stimolato a partecipare-  sul tema della bellezza nel progetto ecologico:

  • -La tecnologia non è sufficiente, come sviluppare un’estetica ecologica?
  • -Può la tradizione italiana della bellezza contribuire allo sviluppo del progetto sostenibile?
  • -Si può cambiare l’immaginario punitivo dell’ecologia?
  • -Può la prassi ecologica coincidere con il piacere?
  • -Può essere “piacere” il nuovo termine guida dell’ecologia?
  • -Come sviluppare la bellezza nel progetto sostenibile?

In realtà nulla degli appetibili e quanto mai pertinenti interrogativi posti sul piatto sono stati degnamente considerati e indagati.

Unica luce -oltre alle splendide installazioni floreali-, lui il grande LUCIEN GROLL.

Cercando nel tecnologico…oracolo (? bhe no, non esattamente) di noi tutti, notizie su di lui e il suo lavoro, ho trovato, fra moltissimo materiale, questo articolo di Franco Zagari scritto per celebrare i suoi ottanta anni, che conferma l’idea che di lui mi son fatta.

Ora mi piacerebbe proprio incontrarlo di nuovo e questa volta non perderei l’occasione di confrontarmi a cuore aperto con la sua limpida mente libera.

Cucina MarcaClac: eccola!

Domenica, 11 Aprile 2010

Eccola finalmente! La tanto attesa cucina MarcaClac, BENARRIVATA!

  • ZERO EMISSIONI
  • SOSPESA
  • ALTISSIMA CAPACITA’
  • DISIMPEGNO INTEGRATO
  • PITTURA E FINISSAGGIO FATTA A MANO
  • CON EMISSIONE DI LUCE

Il progetto per la realizzazione di una cucina MarcaClacSistema è  nato già qualche anno fa, per la precisione, dall’originale, sono passati più di vent’anni. MarcaClacSistema non esisteva.

1989/90:con l’aiuto di Paolo Tagliabue, provetto perito meccanico che ora dirige l’Istituto Professionale “Sandro Pertini” di Seregno, ho iniziato a realizzare i primi prototipi di giunzioni e profili che ci avrebbero permesso di assemblare quelle che a quel tempo definivamo “gabbie”, per la crezione appunto di una cucina. Conservo gelosamente queste reliquie e vorrei tanto fotografarle per pubblicarle qui sotto, ma ora non riesco a ricordare dove le ho ficcate.

2007/08: MarcaClacSistema esiste già da qualche anno, cresce sana e forte. Realizziamo e installiamo in studio il primo prototipo di cucina che grazie alle caratteristiche di “PSE1″ (il profilo), “EG” (elemento di giunzione) e “RR” (reggiripiano) ci consente di allestire una cucina ad alta capacità di carico, unita ad una grande e funzionale capienza volumetrica.

E’ così che decidiamo di chiamarla: “TUTTOAPORTATADIMANO”

2009: Grazie alla continua ricerca di nuovi materiali e applicazioni, nasce idealmente “TUTTOAPORTATADIMANOsenza(oramai lo sapete: senza sostanze tossiche). Ora non resta che aspettare un cliente un pò audace, disposto ad accordarci fiducia che ci consenta di partorirla concretamente.

Fine Gennaio 2010: proprio grazie ai temerari Chiara e Stefano, ai quali vanno i nostri più sinceri ringraziamenti (qui un pò di formalismo non guasta), che ci accordato la suddetta fiducia, progettiamo, realizziamo e installiamo “QUASITUTTOAPORTATADIMANOsenza“.

Prossimamente tutti i dettagli tecnici.

Armadio su misura ecologico senza formaldeide marcaclacsistema “UNICOsenza”.Per soppalco, versione nuda.

Sabato, 10 Aprile 2010

“UNICOsenza” l’armadio ECOLOGICO marcaclacsistema senza FORMALDEIDE.

Ricordate?…

  • Usa  solo il legno che serve
  • Potenzia il tuo spazio
  • Valorizza le tue pareti
  • Nessuna sostanza tossica
  • Butta l’armadio in lavatrice…

Eccolo finalmente! o meglio, qui in versione nuda. Le immagini attengono al posizionamento del solo scheletro marcaclacsistema nato per il soppalco di Nadia e Norberto. Si è proprio lui, quello che abbiamo proposto in versione ridotta e adattata al piccolo stand di “Fa la cosa giusta”, la fiera dedicata al consumo critico.   Ora nell’ambientazione per la quale è stato realizzato, assume tutta la sua forza.

Prestissimo le immagini della versione vestita e attrezzata, di cui mi sono occupata realizzando personalmente a mano tutte le finiture delle ante e degli interni con estremo godimento.

Finalmente torno ad armeggiare con attrezzi e odori che decisamente mi piacciono!