marcaclac: la storia di un’idea che rivoluziona il modo di pensare ai mobili

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Attracco facilitato a MarcaClacSistema

Archivio di Giugno 2010

Libreria “17″ in frantumi

Domenica, 27 Giugno 2010

Ieri, sabato pomeriggio ore 15.45, sostenuto come al solito da entusiasmo e spirito innovativo, sto terminando l’installazione di un nuovo prototipo della “libreria 17″ di MarcaClacSistema.

Il test consiste in una variante della stessa libreria notevolmente alleggerita ( kg 8,8/MQ fronte-archivio circa 100 libri, contro kg 13,50 di quella originale), appesa a soffitto e con una predisposizione per installazione di sportelli scorrevoli in legno o vetro.

Il materiale impiegato è un multistrati di betulla finlandese spessore mm. 6,5 (www.visuvesi.fi).

Ma eccoci all’istante fatale: nell’installare i supporti ad un soffitto fittizio ricavato in studio, la scala mi scivola da sotto i piedi, cosicchè per salvarmi da una rovinosa caduta mi agrappo alla 17, la quale in tutta la sua meravigliosa leggerezza, si schianta ed io precipito a terra incolume.

A questo punto decido di rinviare il test ad una giornata più fortunata.

Eccola qua sotto: schiantata e quasi in frantumi.

Sergio Cattaneo

Armadio “UNICOsenza” londinese: ecco le foto.

Sabato, 26 Giugno 2010

Ricordate questo articolo: …”Armadio “UNICOsenza”: il primo londinese lo monta Stefano? Ecco le foto dell’esemplare montato nella cameretta della piccola Laura che Giulia molto carinamente ci ha inviato da Londra. Lo spazio è davvero piccolo e anche scatare le foto, purtroppo solo parziali dell’armadio, non è stato semplice. La  geometria della stanza, rispetto alle nostre italiane, è decisamente insolita: qualcosa come un trapezio mingherlino con grande finestra e porta.

In un caso come questo, senza l’applicazione della tecnologia MarcaClacSistema, si sarebbero sacrificati gli angoli e tanto spazio di stoccaggio veramente prezioso.

L’armadio è stato realizzato interamente con pannelli in Abete FF (formadeide free) della Val di Fiemme. Le ante sono state placcate a incollaggio vinilico con del Rovere, e per gli interni, Giulia e Gennaro hanno scelto una delicata finitura pigmentata in bianco, che riprende le decorazioni della cameretta di Laura.

Ricordiamo che di tutto il montaggio dell’armadio UNICOsenza si è occupato l’intraprendente e abile Stefano, si quello della cucina sospesa e per l’appunto fratello di Giulia. Il quale dopo una normale iniziale preoccupazione, considerando anche la distanza che ci separava, ci ha confermato di essesersi divertito molto con MarcaClacSistema.

A chi lo desiderasse, per qualisai confronto e dubbio vi metteremo direttamente in contatto con lui.  

 

Cabina armadio MarcaClacSistema

Mercoledì, 16 Giugno 2010

Premontaggio della prima cabina armadio MarcaClacSistema.

Nome di battesimo: “UNICAsenza“, secondo nome “SIPARIO”.

La cerimonia è prevista entro 3 settimane. I genitori adottivi scalpitano e comprensibilmente hanno una gran fretta di sbarazzarsi di scatoloni e bauli e non vedono l’ora di sistemarvi tutte le loro cose.

Alcune caratteristiche tecniche (sono del resto le solite di ogni realizzazione MarcaClacSistema):

  • Sfruttamento totale dello spazio, di conseguenza ad altissima capacità
  • Ad emissione zero di sostanze tossiche (senza)
  • Con impianto tenda all’ingresso integrato nel nostro profilo (SIPARIO)
  • Autoportante, senza fastidiose forature dei muri che la contengono
  • Con lampade integrate al nostro profilo
  • Disposizione speculare Lui - Lei
  • Installazione a soffitto inclinato (mansarda)
  • Profilo con sedi portagrucce.

Non mancheremo, genitori adottivi permettendo, di invitare tutti alla cerimonia.

Sergio Cattaneo

FashionCamp, Sant’Antonio e i cinesi

Mercoledì, 16 Giugno 2010

C’è moda e moda…

Domenica mattina via Paolo Sarpi.

Sabato e domenica sono stata al FashionCamp nello spazio di The hub Milano, iniziativa interessante, dinamica, ricca di spunti e punti di vista sulla moda i social e le nuove tecnologie. -mi auguro riusciate a leggere le 10 regole che regolano con modalità camp l’iniziativa-

E’ stato davvero bello! idee, suggestioni, colori, sorrisi, bella gente, pailettes e sacchi di juta, cultura e leggerezza e cultura della leggerezza…

Senza nessun intento polemico, permettetemi di mostrarvi curiosamente, ciò che nello stesso giorno, il mio obbiettivo non ha potuto fare a meno di registrare in totale libertà e godimento: stesso isolato, stessi articoli, vestiti, borse, gente. Le stesse diversità di sempre … il fashion del FaschonCamp e il fashion di Sant’Antonio e il l’ultimo arrivato il fashion giallo.

Nuove forme stesse forme…nulla di nuovo sotto il sole: gli esseri umani amano sempre appartenere a una tribù.

buona settimana!



Modulare>Modulo Modulabile>Modulato a confronto

Sabato, 5 Giugno 2010

Tutte le parole del titolo hanno la radice comune che viene dal latino modulus, composto di modus (=misura) e del suffisso diminutivo –ulus. A ciò si aggiungono suffissi ulteriori (non nel caso di ‘modulo’, parola composta come descritto sopra, essendo, a differenza degli altri, un sostantivo), tipicamente usati nella formazione degli aggettivi in latino e nelle lingue romanze:

MODULARE presenta un aggiunta del suffisso –aris, la cui terminazione indica l’appartenenza alla II classe degli aggettivi latini. Aggettivi di tale formazione sono prettamente descrittivi della qualità dell’oggetto a cui si riferiscono.

MODULABILE presenta il suffisso –bilis, anch’esso originariamente della II classe, che si attribuisce a radici prettamente verbali per indicare potenzialità al passivo (come la parola ‘amabile’ deriva da ‘amare’ ed indica qualcosa che può (potenzialità) essere (passivo) amato). In tal senso deriva dal verbo latino modulari (anch’esso derivato da modulus) il cui senso è quello prettamente musicale di “cantare con misura, ritmo”.

MODULATO è originariamente un aggettivo, anche se è spesso usato in senso tecnico come sostantivo, cosa che accade spesso con gli aggettivi derivati dai participi passati dei verbi: proviene infatti anch’esso da modulari, di cui è il participio passato modulatus (caratterizzato, come avviene quasi sempre per i verbi della prima coniugazione, dal suffisso –atus).

Marcello Cattaneo

Dopo questa premessa di carattere etimologico, passiamo ad analizzare concretamente, nell’odierno settore della fabricazione di mobili, i due sistemi costruttivi che contraddistiguono un mobile con dimensioni standard (modulo o insieme di moduli), da uno realizzato su misura (modulato o insieme di modulati). Scontato affermare che il primo è generato, progettualmente e  fisicamente, da un sistema costruttivo modulare. Questo modello è stato adottato ormai da tutta l’industria del settore e per ragioni soprattutto di carattere economico ne ha influenzato tutta la filiera.

Oggi l’industria (o pseudo) del mobile, sia che produca armadi, camere da letto, cabine armadio, cucine, soggiorni, librerie, tavoli, divani, poltrone, complementi vari e chi più ne ha più ne metta, ha stabilito soggettivamente che determinati modus, cioè misure, debbano essere sufficentemente funzionali all’abitare contemporaneo. Lo sviluppo verticale di questo modello produttivo ha mosso i primi passi negli anni 50-60, i cosiddetti anni del boom economico, che ha portato manodopera specializzata e soprattutto non, ad essere assorbita in questa spirale.

Il sitema costruttivo modulabile, cioè quello che genera dei mobili contenitori modulati, su progetto (su misura) è in via di estinzione o quasi. Infatti deve essere eseguito esclusivamente da manodopera molto specializzata, anch’essa conseguentemente alle ragioni sopra un pò sommariamente citate, quasi in via di estinzione. Nell’immaginario collettivo e molto spesso concretamente, il mobile su misura è un lusso che pochi si possono permettere, pur restando, almeno e ancora in Italia, un sogno realizzabile (suffisso -bilis-, potenzialmente).

MarcaClacSistema è un sistema costruttivo continuo, quindi facilmente modulabile

Un sistema costruttivo continuo consente, anche impiegando manodopera poco specializzata, di realizzare in tempi molto brevi dei mobili contenitori, sui tre assi cartesiani (X - Y - Z), dimensionalmente necessari al suo utilizzatore-trice.

Sergio Cattaneo

Non è mai troppo tardi, Alberto Manzi

Giovedì, 3 Giugno 2010

Ore 18.05 del 3 giugno 2010, rientro in studio dopo installazione di “UNICO” a Milano. Apro la posta: tra le mails giunte una in particolare attira la mia attenzione. E’ quella che con un rapido copia-incolla pubblico qui sotto.

Il Comune di Milano e Triennale Design Museum hanno il piacere di invitarla alla lecture:

SCALEXTRIC
di Patricia Urquiola

Milano, Sabato 29 Maggio 2010 - h 11.00
Triennale Design Museum di Milano, Teatro Agorà
viale Alemagna 6
- Ingresso Libero-

Patricia Urquiola nasce in Spagna, a Oviedo e ora vive e lavora a Milano. Frequenta la facoltà di architettura al Politecnico di Madrid e al Politecnico di Milano, dove consegue la laurea nel 1989.
Dal 1990 al 1996 è assistente al Politecnico di Milano di Achille Castiglioni e Eugenio Bettinelli. È in questi anni che dirige per DePadova l’ufficio sviluppo prodotti e disegna insieme a Vico Magistretti.
Nel 2001 apre il proprio studio di product design, esposizioni e architettura. Collabora con i produttori più affermati.
Urquiola ha ricevuto diversi premi e riconoscimenti, come il titolo di Designer dell’Anno, Elle Decor International Design Awards, Chicago Athenaeum Good Design Award e il Design Prize di Colonia.
L’appuntamento rientra nel programma formativo degli incontri di MIND, organizzate dalla Triennale Design Museum e destinate ad un pubblico di studenti, addetti ai lavori e appassionati per illustrare e promuovere lo sfaccettato panorama del design contemporaneo a Milano (per informazioni sul programma dei prossimi incontri: www.milanetworkdesign.it).

MIND - MIlan Network for Design nasce dalla necessità di rafforzare con strategie e politiche comuni le collaborazioni esistenti nel design milanese, farne un network strutturato che possa presentarsi a livello internazionale come un unico soggetto in grado di attirare talenti e risorse. MIND offre 11 Master gratuiti, presso le scuole aderenti al network, a 110 studenti con stage finale in azienda.
Il progetto è promosso da un’alleanza tra il Comune di Milano - Assessorato “Ricerca, Innovazione e Capitale Umano”, Triennale Design Museum, Associazione per il Disegno Industriale e il coordinamento di Alintec.

Le scuole aderenti al network: Accademia di Belle Arti di Brera; DA-Domus Academy; Fondazione Accademia di Comunicazione; IED-Istituto Europeo di Design; ISAD-Istituto Superiore Architettura e Design; L.UN.A.-Libera Università delle Arti; Milano Fashion Institute; NABA-Nuova Accademia di Belle Arti; POLI.design-Consorzio del Politecnico di Milano; Politecnico di Milano; Scuola Politecnica di Design.

RSVP: info@milanetworkdesign.it
Diretta su: www.milanetworkdesign.it

LETTO ATTENTAMENTE?

Oh che bello, ho pensato. Ma….. c’è qualcosa che non mi quadra. Verifico:

—– Original Message —–
Sent: Thursday, June 03, 2010 3:36 PM
Subject: MIND: SCALEXTRIC di Patricia Urquiola
Caro maestro Alberto Manzi, ti ricordo con rimpianto, per quel piccolo e grande contributo di sviluppo che hai dato a questo paese. Analogico, digitale? Non è cambiato nulla. Sono le persone che fanno la differenza. La passione, l’amore per il proprio lavoro: la tua per esempio e…. che differenza con quella di questi quassù.
Sergio Cattaneo

Il cielo in una stanza

Giovedì, 3 Giugno 2010

Perdonate la pessima qualità delle foto scattate da cellulare con poco spazio a disposizione, che non rendono merito all’armadio visto dal vivo e hanno solo un intento documentativo.

Grazie alla grande Mina , che nel lontano 1960 ci dilettò con una sua grandissima canzone, mi permetto di prendere spunto per titolare questo articolo che vuol dire due parole su un armadio, un banale armadio a muro che MarcaClacSistema ha realizzato e installato nella stanza di Mariella e Marco.

Eccolo qui, “UNICOnonpropriosenza MarcaClacSistema, millimetricamente integrato lungo l’intera parete di fronte al letto. Diciamo millimetricamente, perchè abbiamo sfruttato tutto, ma proprio tutto lo spazio a disposizione. Diamo qualche dato. Lunghezza della staza mm. 4700 , altezza della stanza mm 2870, distanza dalla parete di installazione a piede letto mm 1180. Obiettivo: sfruttare tutto lo spazio possibile e fare una cosa carina .                                                                                              Dimensioni di “UNICOnonpropriosenza(SCHELETRO RIUTILIZZABILE): lunghezza mm 4680, altezza mm 2860, profondità utile mm 630.

Facciamo i conti: Volume a disposizione nella stanza MC 8,498, Volume capienza “UNICOnps“         MC 8,422. Abbiamo sottratto allo spazio effettivo lo 0,85%.

Proprio per sopperire alla carenza di spazio, sono state installate 4 grandi ante scorrevoli, le nostre naturalmente (ante ”Clac”) su telaio in alluminio. Le parti lignee sono state realizzate interamente in mutistrati di betulla finlandese VISUVESI, con finitura naturale all’interno (fondo e cera BIOFA) e 2051, sempre BIOFA pigmentato in azzuro cielo con venature a vista (tocco artistico di Susi).

Sergio Cattaneo

Cucina con piani di stagno. Si o no?

Martedì, 1 Giugno 2010

Non c’è niente da fare! quando Sergio si mette in mente una cosa, prima o poi la porta a termine… e ora la cosa che occupa la sua mente, sono i piani di stagno.

Con la susa di un aperitivo mi ha invitata al “Campari” bar storico di Milano in piazza Duomo. La inderogabilità sulla scelta del luogo mi ha un pò insospettita, ma appena dentro tutto mi è stato chiaro: to’ guarda … un autentico bancone di stagno! Veramente, è da’ tempo che ne parliamo e consideriamo l’idea di  Sergio di riesumare questo materiale e applicarlo ad un piano cucina. Fino agli anni 50/60, lo stagno ricopriva appunto i banconi da bar, ve li ricordate? Ripensandoci, mi pare di risentire il rumore attutito dei bicchieri posati su quella superfice, e inevitabilmente lo associo ai bar di provincia la domenica sera …  chinotto, gassosa, cedrata e magari una grappa, una piccola tv sempre sistemata troppo in alto in quei simili, fumosi locali con un’inguaribile rimando malinconico…

Parliamo dello stagno, tralasciando per ora l’aspetto pratico e sostenibile legato al materiale, considerandolo invece da diversi punti di vista, scquisitamente sensoriali ed estetici: la tattilità, la particolare luminosità, la morbidezza.  possiede rimandi più marcati e caldi rispetto all’acciaio, la sua memoria nel conservare i segni dell’uso -che a dispetto dell’esser considerato un difetto potrebbe diventare la sua cifra denotativa e perchè no anche affettiva-  …

Insomma il riscatto è possibile e i ragionamenti sono aperti, dite la vostra, regalateci i vostri pensieri… coraggio è molto importante per noi conoscerli!

Per esempio tu che stai leggendo il blog marcaclac, tu metteresti sul piano della tua cucina di casa un top di stagno? Diccelo…