marcaclac: la storia di un’idea che rivoluziona il modo di pensare ai mobili

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armadio in mansarda: CAPACITA’ DI STOCCAGGIO 7 MC. questa volta abbiamo proprio esagerato!

Lunedì, 23 Novembre 2009

Contattati tempo fa dal nostro sito da Giacomo e Giorgia per la realizzazione di un armadio nella loro mansarda e dopo un attento esame sulle loro esigenze, ecco qui sotto quanto è venuto fuori.

G&G (Giorgia&Giacomo) non sono, per così dire, degli addetti ai lavori; tuattavia gli va riconosciuto: intuito, curiosità e intelligenza e proprio per queste doti hanno capito che con MarcaClacSistema avrebbero potuto realizzare qualcosa di speciale.

Alle spalle della loro camera da letto in mansarda, dove hanno installato un splendido letto in noce dell’inizio del secolo scorso servito da due comodini appesi a parete in plexiglass curvato, hanno ricavato un vano spogliatoio-armadio che unisce ad una straordinaria capacità di carico un’estetica sobria e sintetica.

Perchè SPECIALE, viene da chiedersi, ecco qualche dato:

la nicchia dove è stato installato l’armadio in questione misurava cm. 360 di lunghezza x cm. 105 di profondità x un altezza da cm. 155 a cm. 198 sul lato frontale dove abbiamo installato 6 ante battenti con un apertura di 170°. Inoltre, una esigenza irrinunciabile: consentire l’accesso alla porticina del locale caldaia posta sulla parete di fondo.

Per sfruttare l’intera volumetria della nicchia si è deciso di scegliere la nostra soluzione “UNICO” in versione “Reach-out” (raggiungi fuori, tradotto maccaronicamente) e cioè con tutte le attrezzature interne in estrazione, rigorosamente montate su guide a sfera di grande portata: grandi cassetti, profondi 90 cm., portacalzoni e appenderie altrettanto profondi.

Risultato ottenuto, ad un costo democratico, un armadio bellissimo (attribuzione di G&G) con una capacità di stoccaggio di circa MC 7,00.

UNA COMPARAZIONE: per ottenere la stessa volumetria di stoccaggio, con un armadio tradizionale ad ante scorrevoli, a 60 cm. di profondità e 260  di altezza, avremmo dovuto espanderci in lunghezza  fino  a 5,50 metri.  (quasi 6 metri, il doppio di un normale armadio)

Qualche altra considerazione di carattere tecnico-estetico:

1. Guarnizioni parapolvere su tutta la struttura frontale.

2. Ante realizzate  in MDF ultralight cileno e laccate bianche (meno stress pe le 4 cerniere installate su ogni anta)

3. Le due ante estreme, grazie all’apertura di 170°, oltre a cosentire il transito di un’altra persona attraverso  il vano spogiatoio e ad offrire un comodo accesso a interno cassetti, portacalzoni e appenderie su tre lati, sono state installate con apertura opposta ai muri laterali della nicchia, così per evitare installazione di fastidiose fasce di tamponamento laterali.

4. Le parti lignee interne, a parte portacalzoni e appederie i massello di faggio, sono tutte in un caldo multistrati di betulla finlandese verniciato ad acqua e finito a cera d’api.

armadio su misura: UNICOsenza per Simona e Max

Mercoledì, 7 Ottobre 2009

Eccoolo! L’UNICOsenza, TOTALMENTE  SENZA con POTENZIAMENTO di STOCCAGGIO di 2,68 mc. Finito e installato, in quella che sarà la camera da letto di Simona e Max. A proposito della quale vi faccio una confidenza: ricordate tutta la manfrina estiva, fatta da Sergio, sul combattimento fra doghe? ecco fra poco ci siamo, ne intavolerà un’altra delle sue: sta lavorando al loro letto, e sarà il primo letto marcaclacsistema a ZERO FORMALDEIDE. Così non solo l’armadio sarà ad EMISSIONE ZERO, ma l’intera camera, considerando che è lo spazio nel quale trascorriamo la maggior parte del nostro tempo, sarà totalmente priva di sostanze tossiche.

Grazie ragazzi per la fiducia che ci avete accordato e la l’intraprendenza dimostrata nello scegliere qualcosa di nuovo e diverso. Loro molto contenti del risultato, noi soddisfatti delle applicazioni  marcaclacsistema.

Dati tecnici:

Dimensioni: cm334 x 84 x 272h.

Materiali e Finiture: Ante scorrevoli in multistrato di Abete nordico a incollaggio vinilico, placcate con Abete austriaco. Finitura vernice all’acqua, nero graffite. Interni in multistrato di Abete nordico sempre a incollaggio vinilico, questa volta placcato con del Faggio attraverso lo stesso incollaggio. Finitura: saponata con sapone di Marsiglia autentico.

Attrezzatura interna: 3 cassetti con guide Accuride profondità 750cm., 1 portapantaloni estraibile da 750 cm. con la possibilità di ricevere 40 paia di pantaloni, 8 vassoi estraibili per camice maglioncini e t-schirt, 2 portagrucce estraibili, e naturalmente la tipica appenderia longitudinale e trasversale che attraversa tutta la lunghezza di UNICOsenza.

Isolamento antipolvere: ottima soluzione: Feltro in pura lana nero, siamo estremamente soddisfatti di questa scelta che ci consente una aderenza sorprendente ad ogni parete, pavimento e soffitto e costituisce una semplice e naturale barriera antipolvere.

Potenziamento dello spazio: mc 2,68.

Prezzo: €. 5.500 per questa versione in F.F, con questi materiali, finiture e attrezzatura. Montaggio escluso.

Il criterio che abbiamo deciso di adottare per la definizione del prezzo, utilizzato da tutti i falegnami che lavorano su misura, è di considerare i mt. quadrati della facciata dell’armadio e moltiplicare per un coefficiente fisso, includendo tutta l’appenderia superiore più 1 ripiano strutturale per ogni vano.  I nostri parametri, per le soluzioni marcaclacsistema sono: € 500 per la soluzione SENZA, € 400 per la soluzione CON.

Il miracolo di Ferragosto. Sottotitolo: + spazio + salute nella tua casa.

Sabato, 15 Agosto 2009

Lo confesso, nel titolo abbiamo un pò esagerato, ma le severe prove alle quali abbiamo sottoposto Marcaclacsistema nei mesi precedenti, ci autorizzano ad essere molto ottimisti sul risultato finale.

“Chi ben comincia è a metà dell’opera“…. e con un pizzico di presunzione, oltre, aggiungiamo noi.

Soggetto dell’opera: realizzazione degli arredi della camera da letto di Simona e Max.

Gli ambiziosi obbiettivi dell’opera sono concettualmente intrinsechi al sottotitolo dell’articolo:

  1. Installazione di letto con retroletto (”DORMIsenza”) a zero emissioni di sostanze tossiche
  2. Installazione di armadio contenitore (”UNICOsenza“) a zero emissione di sostanze tossiche, dotato di una capienza di mc 6,95 (profondità cm. 80), contro una soluzione tradizionale (profondità cm. 60) capienza mc 4,35, vale a dire 60% in più di spazio a disposizione.

Qui sotto anticipiamo gli scheletri a rendere Marcaclacsistena, di quanto sopra descritto.

Si perchè, come altre volte ci è capitato di dire: “Uno scheletro è per sempre”.


P.S.: per il completamento dell’opera, aspettiamo la riapertura della nostra falagnameria.

Il titolo va a doga “FF”

Domenica, 26 Luglio 2009

Se ancora vale il detto “La salute prima di tutto”, dopo una battaglia strenua e avvicente, direi che l’assegnazione della vittoria a doga “FF”, almeno ai punti, è sacrosanta.

Ricostruiamo sinteticamente il match:

- 19 giugno 2009. Test tattile, 4 giudici imparziali, doga “FF” batte doga “E1″

risultato 3-1

- 21 giugno 2009. Al termine del 1° test elasticità e memoria,

risultato          0-0

- da 22 giugno a 7 luglio 2009. Qualche decina di test elasticità e memoria,

risultato           0-0

- 7 luglio 2009. Assestamento (di lunga durata) di colpo proibito (kg 30)

- 9 luglio. Dopo assestamento colpo proibito di lunga durata (kg 30), entrambe perdono qualche millimetro di memoria,

risultato            0-0

- da 10 luglio a 24 luglio, altre decine di test elasticità e memoria,

risultato                          0-0

Ora, impazientemente, aspettiamo un commento a caldo di Mister V. A caldo, Mister V, mi raccomando…e comunque grazie mille per la sua collaborazione.

Doga FF vs doga E1, ultimi rounds

Martedì, 7 Luglio 2009

Dopo una ventina di giorni di dure prove, di sonni profondi, di levatacce e di carichi quasi insopportabili, i nostri contendenti sono agli ultimi rounds. Costatando che il match era diventato troppo equilibrato e noioso, contravvenendo ai suggerimenti del loro allenatore, il caro e gagliardo Mister V, abbiamo deciso di assestare ad entrambe un colpo proibito.

Eccole, ormai da una decina di ore, sottoposte a un carico di kg. 30. Ed ora vediamo un pò chi tra le due conserverà meglio la memoria.

Come è fatta una cucina

Lunedì, 29 Giugno 2009

L’obiettivo di questo articolo è di far riflettere produttori, rivenditori, trasportatori, montatori e consumatori di contenitori da cucina,  sul tradizionale concetto costruttivo modulare. In questa analisi ci occuperemo di illustrare unicamente l’aspetto costruttivo del complesso di elementi che costituiscono la struttura della cucina, atti a ricevere tutte quelle unità, elettrodomestici, ante, cerniere, cassetti, cassettoni, ecc., che la rendono funzionale.

Concettualmente tutte (escludendo Invitrum di Valcucine), ma proprio tutte,  le moderne cucine sono uguali. Che si tratti di mobili bassi, c/a cm 85, installati a terra, comunemente definiti basi, o mobili alti, da cm 200 e più, anch’essi installati a terra, definiti colonne, oppure, da cm 60/70 e più appesi ad una parete, definiti pensili.

Ognuno di questi contenitori, generalmente, ha qualche dimensione in altezza, un’unica di profondità e varie misure (da 30 a 100 cm.) di fronte, in alcuni casi vengono proposti moduli di misure speciali.

Ognuno di questi moduli, siano basi, colonne o pensili, ha una struttura che di solito viene realizzata in truciolare nobilitato  da una carta mellaminica. Ognuna di queste strutture è composta, oltre che da accessori di ferramenta, da 2 fianchi, 2 piani (spessore 16/19mm) e uno schienale sottile (spessore 3/5mm).

Generalmente accade che quando viene proposta una cucina “su misura”, non si fa altro che aggiungere a moduli di misure standard, uno che si adatti alle misure desiderate.

Affiancando un modulo standard ad altri ottieniamo la cosiddetta cucina componibile.

Ora immaginiamo di installare una cucina, profonda cm. 60/62, su una parete lunga cm. 425, vedi disegni nelle foto:

C’è andata bene, la misura della parete corrisponde quasi esattamente a moduli standard. Oh!!

Osservando attentamente i disegni, la prima cosa che salta all’occhio è la replica continua, soprattutto in verticale, di quegli elementi strutturali che danno forma ad ogni singolo modulo, oltre naturalmente alla replica di piedini per i contenitori che poggiano a terra.

Ora, rivolgendoci agli attori citati nell’introduzione, forniamo qualche dato su pesi, volumi, imballi che dovranno essere lavorati, movimentati e stoccati decine di volte, prima di raggiungere lo scopo finale della loro esistenza c/o la casa del/lla suo/a utilizzatore/trice.

Peso complessivo: Kg. 240,15                                                                             

Volume complessivo: Mc 3,576

 

Un sonno lungo 84 ore

Domenica, 21 Giugno 2009

Eccoci ad aggiornarvi sulla sfida di memoria tra Doga FF e Doga E1.

Come due gladiatori nell’arena, in una lotta passiva corpo a corpo e con assoluta esclusione di colpi, Doga FF e Doga E1, dopo essersi riposate di santa ragione per ben 84 ore consecutive, sono entrambe esattamente come nel momento in cui si sono coricate.

Ora, stanno seguendo diligentemente il consiglio del loro trainer, Mister V:  rifiatare per qualche oretta, ma senza cambiare aria. Poi di nuovo sotto e…vinca il migliore, mi raccomando con sportività ricordando il famoso detto del marchese De Cubertain: “L’importante è partecipare”.

Mister V, ci sei??…. Batti un colpo. Una breve dichiarazione, Mister V, la prego, almeno durante l’intervallo.

Temo che Mister V, da professionista serio, commenterà il match solo quando sarà concluso.

Respira solo la buona aria delle tue vacanze

Venerdì, 19 Giugno 2009

Questo è lo slogan che a suo tempo è stato proposto all’architetto di una famosa azienda che produce camere d’albergo, nell’ipotesi di realizzazione dell’arredamento di camere, d’albergo per l’appunto, utilizzando marcaclacsistema, a “0″ emissione di formaldeide e altre sostanze tossiche, o ritenute tali.

Se per quanto riguardava armadio, scrittoi, mensolature marcaclacsistema aveva già praticamente risolto il problema, restava l’ostacolo del letto e precisamente della sua rete. Quella generalmente inserita nei letti, è costituita da doghe in multistrati di faggio. Ordunque, sul mercato, se si fa eccezione per una, di produzione austriaca, se non sbaglio, costituita da doghe in faggio evaporato massello, brevettata, molto bella, ma ahimè un pò troppo cara, tutte le altre sono fatte così. l’incollaggio degli strati viene effettuato utilizzando colla ureica. No! Tutto l’arredo senza e poi andarci a dormire sopra, alla formaldeide, proprio no!

Non ci siamo persi d’animo. Ci siamo rivolti a Mister V, titolare di una famosa azienda produttrice di reti per letto a doghe in multistrati da qualche decennio che si trova non lontano dal nostro studio-laboratorio. Nonostante i timori e le perplessità di Mister V, persona affabile e sensibile per natura all’innovazione, a suo tempo, col suo permesso, pubblicheremo alcune delle sue soluzioni brevettate, si è deciso di realizzare doghe ad incollaggio vinilico.

Così supportati tecnicamente dal Sig. Enrico, e qui colgo l’occasione di ringraziarlo, grande esperto di adesivi per numerossissime applicazioni, eccoci giunti sul primo pianerottolo. Ancora non sappiamo quanti piani dovremo salire, ma giudicando dai risultati del primo sforzo, direi proprio che possiamo arrivare all’ultimo.

Nelle foto sotto illustriamo i primi test:

 

 Ecco doga FF (formaldheyde-free) Vs doga E1 (incollaggio ureico)

Capovolte e celate sotto un bianco telo

Test tattile per valutazione di elasticità. In questa fase fughiamo dubbi e perplessità di Mister V, che sosteneva che con incollaggio vinilico la doga  sarebbe risultata troppo elastica; infatti su 4 soggetti, estranei al progetto, di cui l’ultimo (nella foto) la carinissima Anna, 3 sostengono che FF è leggermente più rigida

Eccole ora entrambe installate nei loro supporti, meccanicamente ancorati a PSE1, il nostro profilo universale

Seguiamo le indicazioni di Mister V per test di portata e soprattutto di memoria. Eccole caricate omogeneamente con kg. 13,0.  Si noterà una leggera flessione verso il basso di entrambe le doghe. Per il risultato di questo test, cioè per verificare chi tra le due ricordi meglio le sue origini, dovremo attendere un pò di tempo. Faremo sapere a tempo debito.

Anche le doghe, come gli esseri umani hanno un’anima. Sono in ansia, temono di finire nel letto o più correttamente in un lettino di uno psicanalista.

Si è fatto tardi, a domani….e a proposito, grazie a Mister V e a Roberto, il nostro intrepido falegname.

PSE3: nuove funzioni. III puntata

Sabato, 13 Giugno 2009

Si, direi proprio di si. PSE3 è completamente ristabilito, anzi potremmo sostenere che lo stato depressivo nel quale era caduto si è magicamente trasformato in una condizione addirittura euforica. Garantiamo che non gli è stato somministrato alcun eccitante, ne alcunchè di analogo.

 

La grata inserita in “Leggera” (nella foto), la neonata libreria, scaffalatura, mobile living, etc. di marcaclacsistema, non è quella di una cella. Ora proviamo, con un pò d’immaginazione, ad ingrandirla a dismisura, ricavandone, perchè no, una serie di geometrie regolari: quadrate o rettangolari e delle dimensioni che più ci aggradano. Si certo in maniera continua e non modulare, sviluppandole sui due assi frontali. A questo punto, specularmente, ne installiamo un’altra ad una distanza adeguata allo scopo e soprattutto alla funzione che il nostro mobile dovrà svolgere: un semplice esempio qui sotto nello schizzo.

Sto cercando disperatamente di inserire uno schizzo realizzato a mano e scannerizzato, ma non ci riesco,eeh quando si dice essere anainformatici. Qualcuno mi aiuti, grazie.

I 6+6 quadrati, tra e nei quali, si possono inserire svariati elementi (mensole, scrittoi, portacose, etc.) all’altezza e della lunghezza che si desidera, misurano in luce mm. 800×800 (nello schizzo) con uno sviluppo totale frontale di mm. 2500×1675 ed in totale, entrambi, pesano all’incirca KG. 7.

Ecco spiegata la ragione per cui PSE3 è euforico, e:- questa è solo la mia prima performance. Ne vedrete delle belle.- Mi sussura.

Peso piuma, peso medio, peso massimo

Giovedì, 11 Giugno 2009

Non sono un amante della boxe. Il povero zio Bruno, al quale volevo molto bene, desiderava tanto che io l’amassi.  Da bambino, quando entravo nella falegnameria Cattaneo, di cui lui e mio padre erano i titolari, spesso mi mostrava, per finta s’intende, come sferrare un gancio o come sfiancare l’avversario colpendolo ripetutamente ai fianchi e tante altri colpi o mosse che un boxeur (così si scrive?), per essere un vero campione doveva avere nel suo repertorio. Così un pò amareggiato dal mio disinteresse per la boxe, mi faceva felice costruendo una bella forcella in faggio che io usavo come tirasass. Tutto ciò per introdurre una serie di dati e di applicazioni di marcaclacsistema che pubblicheremo nei prossimi giorni. Oltretutto stasera abbiamo ospiti a cena e vista l’ora credo sia giunta quella di chiudere.

PSE1, PSE2, PSE3

PSE1, PSE2, PSE3